C'era una volta ... così iniziano tutte le grandi favole e così pure noi vorremmo presentarvi una bellissima favola che stiamo vivendo da moltissimi anni a questa parte. Si tratta del favoloso connubio che unisce Oriano Tamburini (titolare della ditta Fimar e Forcar) ed Alvaro Zangoli (pilota e deus ex machina della scuderia Malatesta).
I due hanno in comune un amore smisurato per i motori e la simbiosi tra i essi non fa che accrescersi, giorno dopo giorno, da molti anni a questa parte. La "prima volta" risale al 1985, sono i tempi in cui il rally significa soprattutto passione e il pilota conta molto più della macchina, Alvaro Zangoli prende il via del rally con una Autobianchi A 112 color oro e con in bella vista lo sponsor Fimar.
La macchina è robusta e lo dimostra il fatto che esce praticamente indenne da un doppio capottamento, siamo tutti d'accordo che il feeling macchina e pilota non è al top ma i margini di miglioramento sono notevoli.
Come tutte le belle storie d'amore occorre che i due diano tutto se stessi e da questo punto di vista l'impegno non manca di certo, anche perchè i soldi non sono tantissimi e i due impiegano il tempo libero per curare il proprio mezzo come fosse una figlia.
Alvaro è assiduo frequentatore delle gare di rally ove corre con diverse vetture ma pure Oriano cerca di tenersi allenato non appena il lavoro gli concede qualche pausa. I due amici sono affiancati da un valido gruppo di collaboratori tutti innamorati del "mutor", tra di essi si fa di certo notare anche un ragazzino, tale Omar Zangoli, figlio di Alvaro e predestinato a seguire le orme del padre in quanto a talento con corse di auto da rally.
Buon sangue non mente, dice il proverbio, e se vogliamo dirla tutta il marchio Fimar e Forcar appare pure sull'auto guidata da un'altra componente della famiglia Zangoli, di nome fa Sprilli e lei è la nota rosa in un mondo dove predominano i maschietti; la ragazza non ha timori reverenziali e da molti grattacapi in gara a tanti piloti dell'altro sesso.
Le macchine si evolvono, la famosa Autobianchi A 112 scade di omologazione ma il team viene allargando il proprio parco piloti e pure quello macchine. Tanto per citare alcune auto che hanno corso con lo sponsor Fimar e Forcar abbiamo l'Opel Vauxhall ufficiale (ancora pronta a dire la sua in ogni gara), la 500 Abarth guidata da Sprilli ed assistita a dovere dal fido Stefano (PACCHIO) meccanico anche dotato di un piede destro non male...
Per quanto concerne i piloti si iniziano a prestare le assistenze a gente del calibro di Rosati con la Lotus 2002 oppure "Il Lupo" Calzolari con la Ford Escort, Paolo Diana con la mitica Fiat 131, Cesarini con la Ford Escort 1600, "Frik" con la Seat Ibiza e le due storiche di Bucci (Alfa GTV) e Beccari (Alfa GT), "il nonno" Toccaceli, "Multi Race" su Saxo 1600.
Li abbiamo nominati in ordine sparso e sicuramente avremo omesso qualche nome in questa lista e ce ne scusiamo sin da ora, è un errore fatto in buona fede.
Dopo tanti anni di assistenze arriva la decisione di fondare la scuderia Malatesta e si assiste così all'arrivo del preziosissimo presidente e navigatore, Andrea Mini e la storia favolosa giunge fino ai giorni nostri in cui il parco macchine della scuderia Malatesta si allarga grazie all'acquisto della Clio Rs e, ultima nata in scuderia, la Clio R3 (tanto coccolata quasi come una nipote da Alvaro Zangoli e dal resto della scuderia).
Finora abbiamo parlato dei mezzi da gara utilizzati ma non va omesso che per prestare assistenza in tutto il nord e centro Italia oppure oltre confine, la scuderia Malatesta si avvale di un camion Mercedes attrezzatissimo per ogni intervento sulle auto da gara e che permette di sfornare pasti eccellenti per tutti, piloti e non. Chiunque frequenti i campi di gara è passato almeno una volta a gustare un piatto di buona pasta o una piada cotta da "TITO" ( chef e cuore instancabile dell' assistenza ) e soci e può parlare solo bene delle doti sportive ma anche delle ottime doti culinarie degli uomini "Malatesta".
Questo sito rinnovato vuole essere un piccolo ringraziamento al notevole contributo che è stato dato durante tutta la longeva attività agonistica da ditte come quella di Oriano Tamburini od altri, tutta gente che ha creduto che la passione per i rally potesse fare la differenza in gara come sta dimostrando la Scuderia Malatesta da diversi lustri a questa parte.
Grazie a tutti coloro che, in vario modo, hanno collaborato con noi aiutandoci a coronare un sogno tanto bello quanto intenso.
Scuderia Malatesta, con orgoglio.
